Criticità posturali nel Wing Chun


(Prima di procedere a un’analisi delle “posizioni standard” dei praticanti nel mondo del Wing Chun, ci tengo a sottolineare che i riferimenti che ho inserito sono stati presi come semplice esempio. Nonostante abbia utilizzato le foto del G.M. Yip Man non voglio far passare il messaggio che il suo Wing Chun non sia valido, poiché questo non è il mio pensiero. Ho iniziato il Wing Chun grazie anche ai video di Yip Man e suo figlio Yip Chun su YouTube oltre ai film basati sulla loro vita. La mia passione e il mio essere affascinato e reputare Yip Man un grande Maestro che ha fatto la storia del Wing Chun va oltre la sua postura. Questo però non significa che dobbiamo continuare a emulare la sua postura se abbiamo la certezza che non va bene!).

Il Wing Chun, come ogni altra arte marziale o mestiere lavorativo, a causa della ripetizione di determinate azioni, spesso prive dei dovuti accorgimenti, ci porta verso l’assunzione di posture scorrette e dannose per la salute.

Con questo articolo voglio sottolineare alcuni aspetti critici riguardanti le posture adottate nel Wing Chun con lo scopo di sensibilizzare maestri e praticanti.

Fig. 1 – Colonna vertebrale vista anteriormente, posteriormente e lateralmente

Queste posture, spesso, sono il frutto di un travisamento dei principi tradizionali. Altre volte, le cattive posture assunte durante la pratica, sono dei compensi che si mettono in atto per sopperire a delle richieste che ci vengono fatte da alcuni esercizi di questa disciplina.

Mi avvarrò di alcune immagini per spiegare meglio questi concetti.

Iniziamo ad analizzare la postura statica della maggior parte dei praticanti di wing chun frontalmente:

Fig. 2 – Posizione di base del Wing Chun “Yee Gee Kim Yueng Ma”: ginocchia e piedi in intrarotazione e disallineati tra loro, non cadono lungo la stessa verticale.

Non serve molto per intuire che questa posizione, adottata in molto scuole di Wing Chun tradizionale, non fa assolutamente bene alle nostre ginocchia.
E per quanto una persona possa mantenere questa postura senza andare incontro a infortuni, è concettualmente sbagliato mantenere questo valgismo di ginocchio e disallineare anca, ginocchio e caviglia.
Inoltre questa posizione blocca il praticante al suolo rendendolo lento e per nulla dinamico o pronto al movimento.
Il disallineamento del piede e del ginocchio dal piano sagittale fa perdere a queste due componenti anatomiche la “forza della terra”, poiché il movimento del ginocchio stesso si svolge proprio sul piano sagittale ed è del tutto disfunzionale ruotarlo attorno a questo piano.

Fig. 3 – Postura a piedi pari con un allineamento scheletrico funzionale. Le ginocchia sono in leggera extra rotazione.

Come avete potuto vedere qui sopra, invece, un miglior allineamento di anca, ginocchio e caviglia causa uno scaricamento della forza di gravità direttamente al suolo, senza disperdersi e premere continuamente sull’articolazione del ginocchio.
In questa posizione, inoltre, siamo pronti al movimento perché le ginocchia sono allineate sul piano sagittale, e pronte a sfruttare i movimenti angolari a cui sono deputate (flessione ed estensione della gamba).

Passiamo adesso ad analizzare cosa accade lateralmente:

Fig. 4

Prendiamo in esame i tre disegni che raffigurano l’omino di profilo (fig. 4):
1) sbilanciato in indietro a “torre di pisa”;
2) shift pelvico in avanti e ginocchia compresse e che cadono avanti;
3)migliore allineamento rispetto 1 e 2 ma poco naturale poiché le spalle sono tirate indietro, il bacino ruota in avanti e quindi sporge posteriormente.
In tutti e tre i casi quindi non abbiamo una postura naturale né tanto meno funzionale e pronta al movimento.

Fig. 5 – Il Maestro Yip Man e il suo allievo il Maestro Bruce Lee


Tralasciando momentaneamente il giudizio sulla tecnica e la storia dei due Maestri in fig. 5, G.M. Yip Man e G.M. Bruce Lee, concentriamoci sulla loro postura: notiamo che entrambi hanno il bacino scivolato in avanti e sono inclinati indietro.

Ancora una volta ci troviamo di fronte una postura che sconsiglio di adottare durante la pratica, gli stessi classici delle arti marziali e la stessa “formula del Wing Chun” parla della linea centrale di riferimento che è l’asse verticale, proprio per sottolinearne l’importanza. Il corretto allineamento strutturale è alla base di ogni pratica e prima ancora alla base della nostra salute.

Fig. 6 – Pratica del “Chi Sao”

Nella figura 6 abbiamo un altro esempio di scivolamento in avanti del bacino, consequenziale colonna vertebrale inclinata in indietro con anteposizione della testa e ipercifosi.

Questi sono dei pattern diffusissimi nel mondo del wing chun, per fortuna ci sono scuole che pongono attenzione alla posizione del corpo e poi c’è AIWON che mette postura e funzionalità al primo posto!
Senza una funzionalità posturale la tecnica è limitata nelle sue varie espressioni (forza, velocità, efficacia).

Fig. 7 – G.M. Yip Man durante l’esecuzione della forma all’uomo di legno

Questa foto mi fa riflettere: sembra che l’inclinazione in indietro della schiena sia un adattamento (disfunzionale) per gestire lo spazio tra il soggetto e il manichino di legno.
La forza che si imprime sull’uomo di legno e che quindi ritorna indietro, viene gestita dal G.M. Yip Man con uno spostamento del baricentro indietro piuttosto che farlo attivamente mantenendo la verticalità.

L’unica replica che immagino possa essermi posta di fronte questo discorso è la seguente: “ma nonostante quella postura a tuo dire scorretta, il Wing Chun funziona, quindi in realtà quella postura è funzionale per il Wing Chun!”.
Potrebbe essere, ma il Wing Chun è funzionale per la nostra vita a questo punto?

AIWON, ancora una volta, è la soluzione, perché prima di ogni cosa pone l’attenzione a una corretta postura e all’allenamento funzionale. Con AIWON il Wing Chun diventa non solo funzionale a se stesso ma alla nostra vita a trecentosessanta gradi!

In questo modo diventa possibile praticare Wing Chun in totale sicurezza, anzi, l’allenamento funzionale e il nei gong applicato al Wing Chun migliorano la nostra stessa postura!

Fig. 8 – Colonna vertebrale compressa a sinistra con le curve sul piano sagittale accentuate e colonna decompressa a destra con curve fisiologiche.

Basta poco per rivalorizzare un’arte così splendida. Si può partire da semplici accorgimenti, anche se l’ideale sarebbe avere un’adeguata preparazione di nei gong e allenamento funzionale.

L’ alfa, l’inizio

Le arti marziali sono innanzitutto movimento e su questo punto fondamentale si focalizza già da tempo il mio lavoro.

Allenamento funzionale, didattica moderna nel massimo rispetto e integrazione dei principi classici sono ciò su cui lavoro già da tempo.

Non possiamo chiuderci alla modernità, attualità e scienza. Esse ci forniscono enormi spunti di lavoro per comprendere meglio le discipline da noi praticate, anche le più antiche (Taiji Quan, Nei Gong e Wing Chun per citare quelle di interesse di AIWON).

Anzi, dobbiamo pensare al futuro, senza dimenticarci delle linee guida che ci hanno tramandato i nostri Maestri.

Non possiamo fare finta di nulla, che non esista altro.
Nell’era della comunicazione bisogna confrontarsi, arricchirsi e arricchire l’arte stessa anche e soprattutto col contributo della scienza del movimento.

AIWON è l’ innovazione nella tradizione, l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega. Le due lettere sono connesse ma allo stesso tempo separate tra loro. Lo spazio è apertura verso il nuovo, è un passaggio di stato.

La complementarietà degli opposti, l’alternanza di yin e yang, antico e moderno, generano movimento, non solo del corpo ma anche dello spazio, del pensiero e dell’ energia.

Il kung fu è movimento e funzionalità. Non allontaniamoci da essa ma comprendiamola per poterla usare intelligentemente.

Oltre le differenze stilistiche c’è AIWON che lavora su un piano di movimento trasversale a tutte le arti marziali o sport.

Un grazie a chi continua a studiare e ricercare un “prodotto” in evoluzione nonostante le esigenze di mercato del prodotto finito. Questa è la stessa filosofia di AIWON semplicemente perché è la realtà dei fatti: non esiste in nessun ambito il prodotto finito.

Evoluzione e innovazione del movimento funzionale applicato alle arti marziali tradizionali sono le priorità di AIWON per poi poter esprimere un wing chun o taiji quan che non si scontri con la nostra stessa natura ma che la lasci esprimere in libertà.

Questo è il carburante che alimenterà la voglia di fare ricerca e imparare dai grandi maestri del presente, uno tra tutti il M° Flavio Daniele e i maestri della Nei Dan School, custodi della conoscenza del passato e fautori, con AIWON, del futuro.

Rimanete sintonizzati su questi schermi, anzi scendete in campo e prendete parte a questo nuovo “movimento” … AIWON.

(Valerio Arena)